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Passione, desiderio, relazione, fiducia, esperienza, rispetto, contatto, ascolto, piacere, autonomia, creatività.

Incoraggiare, osservare, motivare, accompagnare, strutturare gli spazi, rispettare i tempi, accordare il ritmo, modulare la voce, i gesti, l’espressione del viso.

Queste le parole che gli insegnanti hanno restituito a conclusione del corso di formazione Il mondo del gioco nella vita di un bambino con disabilità promosso da l’abilità e condotto dalla pedagogista Elisa Rossoni e dalla psicologa Anna Magrin, nell’ambito del progetto “Una scuola per tutti”. Il progetto è stato pensato e realizzato dall’associazione onlus Meditteraneo senza handicap nello stato di Gibuti, in Africa, per promuovere l’inclusione dei bambini con disabilità nelle scuole.

Le parole degli insegnanti restituiscono il senso di un percorso urgente e necessario in un contesto educativo, culturale, sociale e ambientale desertico e assetato di conoscenza e pensieri innovativi. Da circa un anno le scuole delle città di Djibouti e Ali Sabieh hanno iniziato ad accogliere, nelle loro classi, bambini con disabilità intellettiva e per questo si è resa indispensabile una formazione per preparare gli insegnati a incontrare ed entrare in relazione con la disabilità attraverso un sapere, una pratica e una tecnica.

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Attraverso la proposta di laboratori espressivi, giochi teatrali e psico-corporei, i partecipanti hanno potuto vivere, sperimentare, incarnare una qualità di presenza attenta, concentrata e rispettosa dell’altro; il gioco ha aperto uno spazio di riflessività e criticità circa teorie e modalità educative ancora e troppo spesso normalizzanti e repressive. Il gioco si è altresì rivelato un terreno comune di incontro e dialogo che ha permesso uno scambio reciproco oltre ogni steccato culturale, sociale, religioso e linguistico.

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Attraverso la visione e la discussione condivisa di fotografie e video gli insegnanti hanno avviato una riflessione sull’importanza del gioco nella vita di un bambino con disabilità, oltre la sua strumentalizzazione al fine esclusivamente didattico dell’alfabetizzazione. Insieme si sono ricercate e trovate strategie e soluzioni per istituire un setting di gioco adeguato ai  bisogni di un bambino con disabilità, per sviluppare e sostenere le capacità ludiche deficitarie o mancanti attraverso la strutturazione di tempi, spazi e strumenti comunicativi, materiali e giochi adatti, situazioni socializzanti di piccolo gruppo.

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Le insegnanti hanno poi messo in gioco la loro immaginazione e creatività per preparare un’attività, costruire un giocattolo e modificare un libro adeguato alle possibilità di un bambino con disabilità intellettiva. E’ stato volutamente proposto materiale destrutturato e povero, oggetti che sono stati riciclati sapientemente e esteticamente per trasformare e arricchire la realtà.

Crediamo, in conclusione, che le parole sui cartelloni non rimarranno solamente scritte ma si tradurranno nel qui ed ora della relazione educativa con i bambini. Gli insegnanti hanno mostrato, durante il corso, un’attenzione e una partecipazione viva e autentica e, forse, si rende necessario continuare ad alimentare il fuoco della loro passione e del loro desiderio di conoscenza, sostenerli nella preparazione e strutturazione delle classi, avviare una supervisione nelle situazioni di inevitabile fatica e difficoltà in rapporto alla disabilità affinché l’inclusione dei bambini con disabilità si realizzi pienamente in ogni scuola.

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