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Inclusione scolstica, buona scuola, continuità didattica… in questi giorni il dibattito è aperto e sono molti i temi sul tavolo.
Proviamo a raccontare cosa significa inclusione scolastica a partire dalla storia di una donna che pare di un’altra epoca e alla quale molto dobbiamo: Mirella Antonione Casale, un’insegnante che ha cambiato la scuola italiana.

Proprio a Mariella Casale infatti si deve il merito di aver promosso, tra la fine degli anni sessanta e l’inizio dei settanta, l’inserimento nel sistema scolastico dei bambini con disabilità.

“Era necessario dare una nuova veste alla scuola, in questo senso anche l’inserimento era importante. I ragazzi dovevano sentire il cambiamento”. Racconta così la sua battaglia, Mariella Casale. Una battaglia che è partita dalla lotta condotta per la figlia Flavia ma che ha cambiato la storia dell’intera scuola italiana.
Quando Flavia compie sei anni Mirella prova a iscriverla a scuola ma tutti gli istituti di Torino la rifiutano, sono disposti ad accoglierla solo le scuole speciali e private dove i bambini vengono, sovente, abbandonati a se stessi e non migliorano affatto. Da quel momOpera di Mirella Antonione Casaleento Mirella decide di impegnarsi per permettere ai ragazzi con disabilità di frequentare le classi ordinarie. Nel 1964 si iscrive all’ANFFAS, un’associazione che si occupa di bambini con disabilità – l’attuale Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale – fondata a Roma nel 1958 dalla dottoressa Maria Luisa Ubershag Menegotto.
In quegli anni la situazione dei ragazzi svantaggiati era grave e precaria con uno scarso rispetto alle richieste. Nel 1967 Mirella diventa Presidente dell’ANFFAS di Torino e insieme all’associazione e alle famiglie con figli disabili inizia una lotta con manifestazioni e proteste. Si batte, con determinazione, contro le scuole differenziali che confondono disabilità con disagio, arriva a far chiudere un istituto psichiatrico dove i bambini con handicap venivano segregati. Apre un centro diurno che intraprende la sperimentazione per far studiare i ragazzi disabili, ed entra in contatto con vari esponenti politici ai quali propone le sue innovative teorie inclusive. Convince la Provincia a occuparsi di questi problemi e con uno psicologo e un loro funzionario si reca in Francia e in Svizzera – dove già si attua l’inclusione – per visitare centri diurni per persone disabili di diverse capacità e maturare idee per aprire un centro simile in Piemonte.

Grazie a Mariella Casale infatti il destino scolastico degli studenti con disabilità, fino a quel momento inseriti in classi differenziali, vengono inclusi nelle classi ordinarie, superando definitivamente l’anacronistica riforma Gentile con la legge 517 del 4 agosto del 1977.

 

Per approfondire:

“Mirella Antonione Casale – Una vita per la scuola e per la solidarietà ai più deboli”, spiega da dove nasce tutto, oltre che dall’amore per la sua bambina (ha pubblicato anche come autrice i testi fondamentali Il bambino handicappato e la scuola e I colori della vita).

All’intensa vita di Mirella Antonione Casale – autrice di un interessante testo: Il bambino handicappato e la scuola (1998) – è liberamente ispirato il film: “La classe degli asini“, prodotto nel 2016 con la regia di Andrea Porporati.

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