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Le attività dello Spazio Gioco sono riprese a pieno ritmo e i bambini sono tornati ad animare le stanze in via Pastrengo. Per l’abilità il diritto al gioco del bambino con disabilità è di fondamentale importanza e nel nostro Spazio gioco i bambini hanno la possibilità di sperimentare, scoprire e vivere la dimensione del gioco in autonomia, libertà e benessere, a partire dalle proprie capacità e potenzialità.
Ad accompagnare le attività per tutto l’arco dell’anno, come nei precedenti, un filo rosso, una storia che accoglie i bambini fin dai primi giorni e li segue fino alla chiusura delle attività.

Quest’anno la storia scelta è quella di Tobia, un piccolo cagnolino nero che, armato di un ombrello di un bel rosso acceso, decide di partire per una fantastica avventura intorno al mondo. Di pagina in pagina farà incontri, esplorerà paesi nuovi, vivrà situazioni diverse, talvolta pericolose, in altri casi divertenti e rilassanti. In una parola Tobia crescerà. Così come cresceranno iniseme a lui i bambini che frequentano lo Spazio Gioco.

Racconta Elisa Rossoni, referente dello Spazio Gioco: “Una storia così ricca offre diversi spunti per creare attività specifiche e di gioco per i bambini. Il racconto viene naturalmente adattato alle esigenze, ai bisogni e alle capacità di ognuno.

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Il libro stesso viene trasformato per lo stesso motivo: le immagini vengono ingrandite, alcune pagine sono rese tattili, o ancora si utilizzano i simboli della Comunicazione Aumentativa Alternativa.”

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Come l’anno scorso, quando ad accompagnare le attività era stato il libro L’onda, di Suzy Lee, anche per quest’anno è stato scelto un libro senza parole e di sole immagini, “L’ombrello rosso”, di Ingrid e Dieter Schubert. La scelta è stata dettata dalla volontà di facilitare i bambini che faticano a comprendere il linguaggio verbale e, al tempo stesso, stimolare l’immaginazione di quei bambini che, con le parole, possono creare la propria storia.

Anche i genitori, se lo desiderano, possono leggere questo libro con i propri bambini, per condividere con loro questa esperienza. “Riproporre questa attività anche a casa crea continuità: sentire il proprio papà o la propria mamma che raccontano la stessa storia raccontata dall’educatrice è un segno importante per il bambino”.

Ma non finisce qui! Al termine dei giochi inventati a partire dalla storia di Tobia i bambini ascoltano la canzone Lo scriverò nel vento: poter ascoltare la canzone anche a casa è una vera e propria sorpresa, piacevole, ovviamente.

 

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