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Uno degli scopi di l’abilità è la promozione e la tutela del benessere del bambino con disabilità per garantirne una vita piena. Vivere una vita piena significa anche avere la possibilità di partecipare alle attività e agli eventi che caratterizzano una comunità: dal lavoro alla scuola, dallo sport alle attività culturali. Proprio per questo l’abilità si occupa di accessibilità e inclusione, costruendo strumenti e percorsi specifici che possano garantire la fruizione di beni culturali e spazi museali anche a persone con disabilità.

Come sottolinea Carlo Riva, direttore di l’abilità, nel corso degli anni si è molto lavorato sull’inclusione delle persone con disabilità motorie, con l’abbattimento delle barriere architettoniche e con la costruzione di spazi e luoghi che potessero garantire la piena fruizione.

Così come costruiamo rampe e ascensori per chi ha difficoltà motorie, dobbiamo occuparci di costruire dei “facilitatori” ad hoc per le persone con disabilità intellettiva. Da tempo l’abilità è attiva su questo fronte: con il progetto Museo per tutti ad esempio. Il progetto, finanziato e sostenuto dalla Fondazione De Agostini, è stato attivato nel 2015 e ha consentito di costruire strumenti e percorsi specifici per persone con disabilità intellettiva alla scoperta di diverse strutture museali: il Museo Archeologico San Lorenzo di Cremona, i musei del Comune di Genova, il Museo degli Innocenti di Firenze e la Reggia di Venaria (Torino).

Il progetto è ancora in corso ma incoraggiati dai buoni risultati e dalle potenzialità dell’approccio utilizzato l’abilità ha colto una nuova sfida. Nel 2016 è stato attivato Bene FAI per tutti.

Il progetto, ideato e realizzato da l’abilità con la Fondazione De Agostini, è nato grazie alla collaborazione con il FAI e con il prezioso sostegno di JTI. Obiettivo delle attività è promuovere il pieno accesso alla cultura per le persone con disabilità intellettiva attraverso percorsi e materiali specifici che riguardano due beni FAI: Villa Necchi Campiglio a Milano e Villa e Collezione Panza a Varese.

Per garantire l’accessibilità alle persone con disabilità cognitiva l’attenzione è stata focalizzata sulla strutturazione di storie sociali – sequenze di immagini, o disegni o foto, che aiutano la persona con disabilità a comprendere il contesto nel quale si trova – costruendo schede specifiche dei beni con immagini e didascalie in linguaggio facilitato. Tutti questi strumenti permettono alla persona con disabilità intellettiva di avvicinarsi all’arte, che sia contemporanea o classica, comprendendo cosa sta vedendo.

L’obiettivo non è quello di usare l’arte a scopo terapeutico, quanto piuttosto far sì che la persona possa apprezzare e vivere pienamente l’esperienza in sé, godendo della bellezza di quanto sta vedendo.

Progetti pilota come quelli descritti consentono di costruire un bagaglio di esperienze e competenze che può essere condiviso, affinché l’accessibilità possa essere garantita in un numero sempre più ampio di spazi di cultura. In questo modo si garantirebbe un’occasione di reale partecipazione delle persone con disabilità alla vita pubblica, ad una vita piena.

 

Per approfondire…

Guarda il servizio dedicato al progetto Bene FAI per tutti dall’edizione online di Repubblica

I materiali per l’organizzazione della visita a Villa Necchi sono reperibili qui mentre a questo link si trovano i materiali per la visita a Villa e Collezione Panza.

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