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   Lasciare una traccia sul foglio di carta è per il bambino un gioco ricco di significato.

Arno Stern, Closlieu. Il chiostro dei colori

Disegnare è un gioco – suggerisce Arno Stern, educatore e ideatore del Closlieu. Il Closlieu è un laboratorio dedicato a partecipanti di ogni età, un luogo protetto e circoscritto dove poter sperimentare la libertà di lasciare tracce di sé su un foglio al riparo da giudizi classificanti e imbriglianti, da sguardi condiscendenti o interpretanti. Il disegno non è esclusivamente un esercizio per sviluppare la motricità fine e le capacità grafo-motorie, non è solo un «mezzo di formazione culturale» (Stern, 2000, p.16) e di avvicinamento all’arte, non è una pura e incondizionata manifestazione della fantasia infantile (Munari, 1977). Quando disegna, il bambino è immerso, come nel gioco, nella piacevolezza di un’attività concentrata e seria che gli consente di sperimentare abilità emergenti seguendo il suo ritmo interiore, di dare forma alla creatività, di trasformare il reale tracciandolo su un foglio bianco.

Allo Spazio Gioco proponiamo il disegno come attività ludica attraverso cui i bambini possono sostare per esperire un momento di piacevolezza e benessere, senza l’incombenza di una valutazione, l’aspettativa di un successo o la produzione di un “lavoretto”. Affinché ogni bambino possa partecipare a questa esperienza in modo autonomo e divertente è necessario istituire e strutturare un setting adatto ai bisogni particolari di ciascuno.

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Colorare su un tavolo luminoso può favorire l’attenzione, la concentrazione e la curiosità stimolando i bambini a rimanere seduti e a mantenere il contatto oculo-manuale. Il colore e la luce si mescolano in un gioco di effetti che incantano e invitano alla continua sperimentazione e invenzione di tracce sempre nuove e differenti. Con i bambini che mantengono la tendenza all’esplorazione orale si possono utilizzare colori commestibili, fatti con semplici ricette con i coloranti alimentari. Il tavolo luminoso è uno strumento che può essere utilizzato, in particolare, con i bambini ipovedenti perché stimolati dal contrasto visivo.

 

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Dipingere su una cornice in plexiglass (che abbiamo fatto appositamente costruire da un falegname) può favorire un’esperienza di gioco condiviso, l’inseguimento visivo, l’imitazione.

La pittura in verticale permette inoltre, ai bambini con problemi visivi e/o motori, una maggiore vicinanza all’oggetto mantenendo una postura corretta.

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Per ampliare le possibilità e le esperienze ludiche utilizziamo strumenti differenti per ridipingere le pareti: spugne impregnate di tempera, spazzolini da denti, pettini, guanti mangiapolvere o spruzzini che creano nuvole da cui si dipanano rivoli di colore.

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Ai bambini che presentano ipotonia e difficoltà ad impugnare una matita, proponiamo l’uso di pennelli o pastelli a cera da dita per permettergli di disegnare in autonomia accrescendo così l’autostima e la fiducia in sé stessi.

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Ai bambini con difficoltà psico-motorie complesse proponiamo giochi di stimolazione sensoriale che consentono di vivere un’esperienza di piacere e di percezione di sé e del proprio corpo.

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Ai bambini che non amano sporcarsi, anche a causa anche di deficit sensoriali, proponiamo la pittura su tablet o su una tovaglietta da colorare con acqua.

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Ai bambini che presentano difficoltà nella comprensione verbale proponiamo un setting strutturato che consenta loro di capire visivamente, anche con i simboli della CAA, il disegno che devono colorare.

Alle proposte qui descritte, ne seguono molte altre ancora. Ne abbiamo voluto lasciare qualche traccia per stimolare nuove riflessioni e possibilità affinché il disegno non sia considerato unicamente come oggetto da valutare, correggere o interpretare ma possa divenire, per tutti e per ciascuno, un’esperienza giocosa per colorare il mondo.

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