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Leggere e rileggere più volte lo stesso libro. Affezionarsi a una storia e ai suoi personaggi. Avere la curiosità di sapere come prosegue e come finirà un racconto.

Non pensate che i libri siano preclusi ai bambini con disabilità. I libri sono strumenti di gioco e di apprendimento importantissimi per i bambini, per tutti i bambini  sia utilizzando i libri tradizionali di favole e fiabe sia costruendo dei libri ad hoc per la fruibilità del bambino.

Ci sono tanti modi per leggere. Per alcuni bambini un libro non si legge, per altri è un libro di immagini da guardare. Ci sono libri che sono scritti con caratteri molto grandi, altri non hanno parole ma simboli, quelli della Comunicazione Aumentativa Alternativa.

Non è necessario leggere in maniera spedita e nemmeno leggere tutte le parole una accanto all’altra. Magari si può riadattare la storia, senza stravolgerla, ma traducendola in immagini e riassumendola in episodi. E la storia può essere anche raccontata attraverso un canzone, che aiuta a coinvolgere di più i piccoli ascoltatori.

I libri sono “attrezzi” molto usati a L’officina delle abilità, il nostro Centro Diurno, il primo a Milano dedicato ai bambini con disabilità.

Ad esempio, durante l’anno scolastico che si sta per concludere, sono state proprio delle storie tratte dai libri a scandire il lavoro fatto con i bambini.
Una di queste è stata quella del Drago Vecchio di Guido Clericetti. La storia racconta di un drago che vive in un villaggio in armonia con tutti gli abitanti ed ha però come antagonista un fiero cavaliere, che per mostrare il suo coraggio vorrebbe allontanarlo dal villaggio mettendolo in catene. Una storia molto bella in cui la morale è il valore dell’amicizia, perché il drago alla fine della storia viene salvato da un gruppo di bambini.

Il racconto del Drago Vecchio è stato il filo conduttore di un progetto educativo durato un anno.
La storia è stata raccontata un pezzetto alla volta, 3-4 minuti di ascolto al giorno inizialmente per poi arrivare a 15 minuti, aiutando quindi a migliorare i tempi di attenzione dei bambini.

Un tempo di attività lungo che ha mostrato tutta la sua efficacia. Con i mesi i bambini hanno imparato a conoscere la storia, si sono affezionati ai personaggi e imparato le loro caratteristiche, tanto da volerli poi impersonare loro stessi.
I cartelloni realizzati sono serviti a “fermare” le parole nuove imparate e la sequenzialità dei fatti narrati, a fare un parallelismo tra il mondo rappresentato e la vita quotidiana del bambino.

I bambini si sono abituati così al racconto, ai libri e a trarre piacere dalla lettura. Così da un percorso scandito dagli educatori, è nata la voglia di scegliere un libro dagli scaffali da soli, la voglia di scoprire e immaginare altre storie, la richiesta di ascoltarne delle altre.

Per creare questa relazione magica tra bambino e lettore badiamo a dei piccoli importanti dettagli. Per esempio, quando leggiamo un libro stiamo sempre attenti a far sì che il bambino veda le pagine del libro, che riesca a osservare le sue illustrazioni e a toccarlo.
Non leggiamo la storia così com’è, ma cerchiamo di riassumergliela senza cambiarla. Diamo enfasi alle voci dei personaggi, modulando la nostra di voce, aiutiamoci con la mimica per attirare la loro attenzione.

In questo modo i bambini vivono nuove situazioni, paragonano il mondo delle storie con il loro, apprendono nuove parole, nuovi mondi e soprattutto giocano con la fantasia.

 

 

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