L’abilità, un modello da esportare

Capita spesso che a l’abilità riceviamo delle richieste di aiuto speciali.
Quelle più frequenti sono da parte di genitori che cercano di avere informazioni più organiche e più precise rispetto ai nostri servizi, che magari hanno percepito da un passaparola casuale a scuola o a nei centri dove i loro bambini fanno terapia.

Altre volte sono i dottori o i terapisti a contattarci direttamente dalla neuropsichiatria, perché cercano aiuto per un bambino nato e curato nel loro reparto.

Capita anche che a volte la chiamata arrivi da molto lontano. E che sia una richiesta da parte di “colleghi” di altre regioni di Italia o d’Europa che vogliono capire in maniera più approfondita la peculiarità dei nostri servizi.

Il mese scorso una richiesta di questo tipo è arrivata dalla Russia.
La chiamata, una mail per la verità, è arrivata da Anastasia Ryazanova, direttrice di un centro educativo per 40 bambini e ragazzi disabili con sede a Mosca (http://dorogavmir.ru/). Anastasia chiedeva al nostro direttore Carlo Riva la possibilità di visitare il nostro centro diurno, L’officina delle abilità.
Nel 2012, infatti, aveva avuto modo di conoscere l’abilità durante degli incontri di formazione per educatori che Carlo aveva tenuto proprio a Mosca. All’epoca era rimasta molto impressionata dalle modalità educative illustrate, talmente colpita che a distanza di anni, quando ne ha avuto la possibilità, è volata fino a Milano per toccare con mano quanto aveva ascoltato in quell’occasione: un progetto educativo che promuove autonomia e inclusione scuola territorio basandosi sulle diverse potenzialità di ogni singolo bambino. Aspetto molto diverso dal lavoro della realtà dove lavora Anastasia che invece ha come priorità il raggiungimento di competenze scolastiche.

Anastasia ci ha chiesto di poter “vivere” una giornata nel nostro centro: ha partecipato così alle attività che gli educatori fanno con i bambini e ha preso visione e studiato i materiali che ogni giorno gli educatori preparano per i bambini.

Il lavoro di Carlo insieme ad Anastasia continua con un confronto e un supporto continuo anche a distanza, in modo che col tempo si possa sviluppare anche a Mosca un modello educativo che si basa sul benessere e sul rispetto dei diritti del bambino con disabilità.

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