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Nell’equipaggio del pullmino oltre all’autista non ci sono solo i volontari a svolgere il ruolo degli accompagnatori. In alcuni giorni alla settimana gli accompagnatori sono “lavoratori di pubblica utilità”.
Persone che vengono a contatto con l’associazione per brevi periodi, una manciata di ore mensili in alcuni casi, ma sono comunque risorse preziose per il lavoro quotidiano.
Il servizio in cui più spesso vengono impiegati è l’accompagnamento a bordo del pullmino.
Per molti di loro, “obbligati” a svolgere questo lavoro che non hanno scelto, i viaggi a bordo di l’abilibus sono una presa di coscienza di una realtà che non conoscevano.

Controllare la sicurezza dei bambini a bordo del mezzo, accompagnarli per brevi tratti a piedi, aiutare l’autista nella gestione quotidiana: queste sono le loro compiti principali.

Come accade per tutti, anche Luisa prima di cominciare ha fatto un colloquio per conoscere il lavoro dell’associazione e quali sarebbero state le sue mansioni. Ha un altro lavoro ma doveva “scontare” poco più di 30 ore per una sanzione ricevuta del Tribunale di Milano.
Così per due mesi, ogni mercoledì è salita a bordo del pullmino.
Non aveva mai avuto a che fare con associazioni che si occupano di aiutare gli altri. Non aveva mai avuto a che fare con bambini con disabilità.
Luisa durante tutti gli altri giorni della settimana ha un lavoro frenetico in un’agenzia di comunicazione e una figlia piccola di cui prendersi cura. Sempre in giro per lavoro.
Quelle ore a bordo del pullmino sono diventate per lei un viaggio a bordo di una “bolla”, una “presa di coscienza” come ha detto lei stessa.
Giovanni e Siria erano i bambini a bordo con lei sul pullmino ogni mercoledì, entrambi con una disabilità cognitiva molto grave.
Di Siria ha conosciuto anche la mamma, una donna araba schiva e silenziosa, che occasionalmente accompagnava la figlia. Inevitabile per Luisa mettersi nei panni di quella madre, cercare di capire cosa provasse e come sopravvivesse ogni giorno a un dolore così grande.
“In questi due mesi ho capito che l’abilibus non è solo un mezzo di trasporto, non solo un pulmino buffo e colorato, ma molto di più: è una responsabilità, un impegno con le famiglie e un aiuto fondamentale, dove in un piccolo spazio si intrecciano storie e bisogni”.

Anche quest’anno il tuo 5×1000 servirà a sostenere i costi di questo importante servizio.
Grazie al tuo 5×1000 faremo molta strada.

Per destinare il tuo 5×1000 a l’abilità basta una firma nella casella dedicata alle Organizzazioni Non Lucrative di Utilità Sociale (ONLUS), contenuta all’interno del modello 730 o Unico, riportando il codice fiscale dell’associazione: 97228140154

 

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