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Per raccontare come è nato il centro Agenda Blu ci affidiamo alle parole di Laura Dones, neuropsicomotricista dell’età evolutiva, con un’esperienza specifica nei disturbi dello spettro autistico e coordinatrice del servizio.

“Sentivamo un’esigenza forte, profonda, quasi di pancia. Dovevamo fare qualcosa per i bambini più piccoli, dai due ai sei anni. Per loro avevamo bisogno di garantire continuità, un intervento strutturato e sinergico. Anche le linee guida della SINPIA, la Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza, danno delle indicazioni precise per i bambini con disturbi dello spettro: è necessario un intervento precoce, intensivo e curricolare”.

Così, nel settembre 2015, grazie alle competenze maturate in tanti anni di attività nel centro diurno e nello spazio gioco, alle sperimentazioni condotte nel campo degli ausili tecnologici e all’esperienza come ente accreditato per il Case Manager autismo, il centro Agenda Blu prende forma, supportato da un cofinanziamento di Fondazione Cariplo e da fondi ex legge 285/97 – Comune di Milano.

Tutte le mattine il centro accoglie dodici bambini con disturbi dello spettro dai due ai sei anni d’età. Il lavoro parte da un principio fondamentale: un intervento individualizzato e personalizzato, che prende avvio dai punti di forza e debolezza di ciascuno di loro.

“Per i disturbi dello spettro autistico – spiega Laura – non c’è cura: è una condizione che durerà tutta la vita, ma sulla quale si può fare. Il bambino può sviluppare, se accompagnato, la capacità di adattamento all’ambiente nel quale si trova a vivere. Ma per essere efficace il lavoro è a 360°, si devono abbracciare tutti gli aspetti della vita del bambino: la famiglia, l’ambiente domestico, la scuola. Prima di tutto si deve instaurare un rapporto di fiducia con le famiglie. I genitori che hanno appena ricevuto una diagnosi vivono una condizione di incertezza e spaesamento. Hanno bisogno di qualcuno che li aiuti a capire il loro bambino. Noi li accogliamo, in alcuni casi raccogliamo, e tentiamo di guidarli nella costruzione di un nuovo equilibrio, lasciando loro il tempo per assimilare la situazione.
Al centro Agenda Blu si lavora su tre versanti: la comunicazione, il gioco e l’interazione sociale, sempre in sinergia con la famiglia, con gli specialisti che seguono il bambino e con la scuola frequentata.

Gli aspetti legati al tema della comunicazione sono quelli che spesso stanno più a cuore ai genitori: hanno bisogno di capire come entrare in relazione con il bambino, come parlargli. È essenziale qui ricordare che i bambini con disturbi dello spettro non sempre utilizzano il linguaggio verbale: per loro conta ciò che vedono, sentono, toccano. Per questo i genitori devono comprendere che è importante anche lo scambio comunicativo non verbale: il toccare, l’indicare, il portare. Tutte queste sono forme di linguaggio che vanno colte e potenziate, anche grazie alla Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA), indispensabile per supportare i bambini quando le parole faticano ad arrivare.
Un altro importante versante di lavoro è quello del gioco, inteso come momento di relazione e di piacere. Giocando insegniamo ai bambini a guardarsi negli occhi, a condividere un’emozione, con il gioco impariamo a stare insieme.”

Sono questi i tratti salienti di un servizio relativamente giovane ma hasolide basi. L’obiettivo è costruire un percorso per il bambino e la sua famiglia, nel tentativo di costruire certezze e sicurezze, un nuovo progetto di vita.

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