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Open Care, un progetto finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito di Horizon 2020, sbarca nel quartiere Isola con un filone di intervento specifico, Open Rampette. Obiettivo generale del progetto Open Care, che vede coinvolti in partnership il Comune di Milano e il fab lab We Make, è di immaginare soluzioni ci cura per le persone con fragilità, dovuta all’avanzare dell’età o per una disabilità, utilizzando tecnologie innovative e collaborando attivamente anche con i pazienti, attivando dei percorsi di coprogrettazione.

Open Rampette fa un passo in più: si sperimenterà nel quartiere Isola un percorso di coprogettazione finalizzato a individuare soluzioni sostenibili per affrontare il problema dell’accessibilità e abbattere le barriere architettoniche. Il tavolo coprogettuale vedrà coinvolti, oltre agli esperti di We Make, gli esercenti locali, che devono trovare soluzioni sostenibili per risolvere il problema dell’accessibilità in contesti molto diversi.

Una sperimentazione di sicuro interesse e che avremo modo di continuare a seguire da vicino nei suoi futuri sviluppi. Quello dell’accessibilità è del resto un tema che sta naturalmente molto a cuore alla nostra associazione: perchè accessibilità significa inclusione e determina, per una persona con disabilità, sia essa un bambino o un adulto, di poter vivere una vita dignitosa e piena.

Molto spesso si parla di accessibilità in termini di abbattimento delle barriere architettoniche, come nel caso di Open Rampette. È importante sottolineare che si può (si deve!) garantire l’accessibilità ai luoghi anche per persone con disabilità intellettive. Su questo fronte l’abilità si sta muovendo da tempo, prima con il progetto Museo per tutti e più recentemente con i percorsi Bene FAI per tutti.
Obiettivo comune è costruire strumenti e percorsi che possano garantire la fruizione di beni culturali e spazi museali anche a persone con disabilità intellettiva. A tal fine è necessario strutturare storie sociali – sequenze di immagini, disegni e foto che aiutano a comprendere il contesto nel quale ci si trova, o schede specifiche con linguaggio facilitato che permettano alla persona di avvicinarsi all’opera comprendendo appieno quello che stanno vedendo.

Nel caso del progetto Bene FAI per tutti la sperimentazione è attualmente in corso a Villa Necchi Campiglio, a Milano e a Villa e Collezione Panza a Varese. Proprio quest’ultima è stata recentemente visitata dai bambini del CDD, l’officina delle abilità: la visita è stata seguita anche dalle telecamere di Telelombardia, qui il servizio completo.

Il dato positivo, dopo l’avvio della sperimentazione, è che i percorsi sembrano avere un discreto successo: i bambini che vi hanno partecipato comprendono il contesto nel quale si trovano e ne conservano un ricordo sia dal punto di vista emotivo che dal punto di vista congitivo.

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